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Quartiere di Parata

Affresco con colonnato di una delle pareti della Saletta dei Camerieri

 

La visita del Gran Quartiere di Parata conduce alla scoperta dell’ Appartamento del Trono, luogo di rappresentanza utilizzato per le funzioni ufficiali del sovrano quale capo di stato. Quest’ala del Palazzo è il risultato dei lavori di trasformazione dell’antico Appartamento degli Anziani, avviati durante il principato di Elisa Bonaparte Baciocchi e terminati per volontà di Maria Luisa di Borbone dal Regio Architetto di Corte Lorenzo Nottolini.
L’Inventario Generale delle Argenterie, Mobili e Suppellettili esistenti nel Real Palazzo di Lucca, conservato presso l’Archivio di Stato di Lucca, testimonia la sontuosità del Quartiere di Parata durante l’epoca del Ducato Borbonico. Questo documento è risultato fondamentale per le scelte effettuate durante i lavori di restauro eseguiti negli anni 1998-2000 che hanno riportato l’appartamento del Trono alla situazione in cui si presentava nel 1824 alla morte di Maria Luisa di Borbone.
Dal Cortile degli Svizzeri, percorrendo la Scala Regia, si accede al Gran Quartiere di Parata. La visita si articola attraverso la Sala degli Staffieri, la Galleria Ammannati, la Sala delle Guardie, la Sala dei Ciambellani, la Sala del Trono, la Sala dei Ministri ed il Gabinetto del Sovrano.
Le truppe mercenarie tedesche a seguito dell’imperatore Lodovico il Bavaro, rimaste in Toscana senza salario, si impossessarono del territorio Lucchese e lo offrirono in vendita al migliore offerente. Lucca viene comprata da Gherardo Spinola per 60'000 fiorini, poi passa a Giovanni di Lussemburgo Re di Boemia, figlio dell’imperatore Enrico VII che non potendola difendere nel 1333 la vende per 35'000 fiorini ai fratelli Marsilio, Pietro e Rolando dei Rossi di Parma. Dal 1335 fa parte dei domini Mastino II della Scala Signore di Verona che la cede per 100'000 fiorini al Comune di Firenze. Dopo un assedio di undici mesi il 2 luglio 1342 Lucca finisce sotto dominio di Pisa. L’Augusta, la fortezza di Castruccio occupata dagli stranieri, si rivela un deterrente temibile contro ogni tentativo di rivolta. La peste del 1348, la carestia nelle campagne provate dalle guerre e l’esodo di cittadini fiaccano l’economia.

 

La libertà recuperata 1369-1400

L’imperatore Carlo IV di Boemia, deciso a riequilibrare l’assetto politico della Toscana, libera la città nel 1369. Le magistrature comunali occupano il Palazzo dell’Augusta e, nel 1370, ordinano l’abbattimento della fortezza. Lucca si ricostituisce in Repubblica con i nuovi statuti del 1372. Il potere legislativo affidato al Consiglio Generale di 180 membri, l’esecutivo affidato al Consiglio degli Anziani presieduto dal Gonfaloniere massimo magistrato cittadino.
I contrasti interni tuttavia dopo pochi anni tornano a mettere a rischio la libertà della città sollecitando l’ingerenza di potenze esterne. I Forteguerra contendono il potere ai Guinigi. Si consumano gravi delitti politici: nel 1392 l’uccisione del gonfaloniere Bartolomeo Forteguerra. Nel 1400 Lazzaro Guinigi, capo della fazione che ormai controlla la Repubblica cade sotto i colpi di due congiurati; in novembre il gonfaloniere Giovanni Sercambi, con un abile colpo di mano, riesce a fare eleggere Paolo Guinigi, figlio di Lazzaro, signore assoluto di Lucca, esaltandone il ruolo di pacificatore e difensore della politica antifiorentina della città. La costituzione Repubblicana è sospesa.